L’anti-welfare a 5 Stelle, nulla è casuale

di Laura Coccia

Quando il Movimento 5 stelle si è opposto alla legge sul “Dopo di noi”forse  qualcuno si sarà stupito, forse qualcuno avrà pensato che fosse il frutto di un errore, un fraintendimento, una decisione estemporanea. In politica, però, nulla è casuale, men che mai, estemporaneo.

Il quadro si fa più chiaro se diamo un’occhiata alle amministrazioni comunali guidate dal Movimento 5 Stelle : il sociale è sempre il capitolo di bilancio da tagliare per fare cassa, nascondendosi dietro i problemi di contabilità, dietro le passate gestioni e cercando di spostare l’attenzione su non meglio definiti “altri”.

I primi in ordine di tempo a pagare il prezzo del welfare a 5 stelle sono stati i bambini disabili di Bagheria e le loro famiglie che nel settembre 2014 si sono visti azzerare l’assistenza (dai trasporti all’assistenza igienico personale) , il Comune diffuse, in seguito, un comunicato che lasciava intendere che alcune famiglie avessero richiesto e ottenuto il servizio senza averne i requisiti. Solamente a marzo 2015 e dopo varie sentenze del Tar i bambini iniziarono ad avere assistenza e trasporti.

A Civitavecchia l’amministrazione 5stelle, a metà stagione sportiva, ha cancellato il contributo per dare la possibilità ai ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale di avere corsi gratuiti di nuoto che sviluppavano le loro abilità e favoriscono la socializzazione. Grazie all’associazione E-sport-abile sono stati messi in moltissime attività commerciali dei grandi salvadanai per raccogliere contributi dai cittadini e consentire ai ragazzi di continuare i corsi. In poco tempo sono stati raccolti circa 15.000€. I cittadini hanno, quindi, smentito l’amministrazione: per loro quel corso era una priorità, per l’amministrazione un orpello cancellabile.

Infine Roma, la Capitale dove Virginia Raggi si è presentata con lo slogan “nessuno deve rimanere indietro”. Bello, bello, bellissimo, suona proprio bene! A settembre e ottobre 2016, però, i bambini disabili della Capitale sono rimasti senza assistenza e in III Municipio nella scuola Montessori si dà vita alla protesta collettiva di tutti i genitori  “se esce uno, usciamo tutti”.

Nei giorni successivi la Sindaca Raggi annuncia trionfale di aver risolto il problema stanziando 9 milioni di € (concetto ribadito in TV anche da Luigi Di Maio) tralasciando il dettaglio che quei soldi fossero su tutto il sociale, mentre per l’assistenza scolastica dei bambini disabili i fondi fossero poco più di 3.

Mentre i bambini disabili e i loro genitori lottavano per i loro diritti, gli oltre 100 ragazzi con disabilitá intellettivo-relazionale del Progetto Filippide, una delle eccellenze italiane, hanno dovuto manifestare in Piazza del Campidoglio per vedersi ricononosciuto il piccolo contributo comunale per svolgere l’attività sportiva con operatori qualificati e il trasporto da casa ai campi sportivi.

Il 2017 di Roma si apre con un nuovo taglio alle ore di assistenza in XIV Municipio. Mentre la Sindaca festeggiava trionfalmente l’approvazione del bilancio, il suo partito presentava un ordine del giorno in cui si afferma che per l’assistenza scolastica dei disabili in quel territorio si spende troppo. Quindi? Quindi si taglia l’assistenza. Il prezzo lo pagano gli studenti, le famiglie e i lavoratori.

Nulla è casuale, il quadro diventa giorno dopo giorno, sempre più chiaro. I Cinquestelle arringano le folle riempiendosi la bocca di slogan come “reddito di cittadinanza”, mentre all’atto preatico, stanno praticando un inspiegabile quanto doloroso “anti-welfare.

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