Vivere meglio a Roma? Proviamoci con i servizi online

Vivere a Roma è un po’ complicato e a volte faticoso, come in tutte le metropoli, ma con qualche difficoltà in più che ben conosciamo e sperimentiamo. Quindi è importante conoscere e sfruttare tutto quello che c’è già e ci può semplificare la vita. Tutti abbiamo uno smartphone e, che ne siamo consapevoli o meno, viviamo in un mondo che si sta dematerializzando per tutti i prodotti e i servizi che lo consentono. Ma, a giudicare dallo scarso utilizzo, ancora pochi sfruttano la dematerializzazione per semplificarsi la vita.

Vivere_a_Roma_con_i_servizi_onlineCominciamo dai biglietti dei bus, dei tram e delle metropolitane. Chi è abbonato ha risolto il problema all’origine, ma per tutti gli altri c’è il problema della ricerca dei biglietti, o delle monete per comprarli ai distributori automatici nelle stazioni metro, che però potrebbero essere fuori servizio o accessibili solo dopo una lunga fila (con annessi molestatori che pretendono di aiutare o chiedono una moneta anche loro). Ci sarebbero le rivendite, tabaccherie e giornalai, che però pare non amino questo servizio nonostante la loro buona percentuale, e i biglietti rimangono introvabili.

La soluzione la conosciamo: ben pochi di noi usano ancora biglietti cartacei per treni e meno che mai per viaggi aerei. La novità è che, da ormai molti mesi, l’e-ticket è disponibile anche per i biglietti dell’Atac, grazie ad una convenzione con una società, MyCicero, che offre questo servizio in molte città, ed è già nota a Roma perché è una di quelle che consente di pagare la sosta a pagamento sulle “strisce blu” con lo smartphone,
Il funzionamento è analogo, ci si iscrive, si scarica la app su iPhone o Android, si carica un tot di soldi con la carta di credito (la ricarica sarà poi una operazione molto semplice con un codice di sicurezza), si seleziona Atac tra le biglietterie e si comprano i biglietti dallo smartphone. Quando si sale sul bus o sul tram si avvia l’utilizzo del biglietto e un QR code consentirà all’eventuale controllore di verificare che siamo a posto. In metro si accede dal varco per abbonati e portatori di handicap che ha anche un lettore ottico e si mostra al lettore dallo smartphone il QR Code. Uso da tempo questo sistema e funziona bene, nei rari casi in cui la porta automatica non si è aperta ho chiesto al personale, presente sempre in ogni stazione, e hanno provveduto loro a farmi passare. Tutto il resto è uguale ai biglietti cartacei: prezzo, tempo di validità, una sola corsa metro ecc.

L’unica cosa a cui fare attenzione è, come sempre, che lo smartphone sia carico. La connessione rete è meno critica, in città e nelle stazioni metro c’è praticamente sempre.

Il secondo esempio l’ho già fatto, è la sosta sulle strisce blu. E’ molto più noto e diffuso anche perché consente un risparmio, grazie al tempo di sosta che sarà sempre quello esatto, non quello previsto. Inoltre i gestori sono più d’uno e comprendono anche il diffuso (ma mai abbastanza, viste le code ai caselli) Telepass.

Il terzo esempio è ancora più ampio: i servizi online sul sito del Comune di Roma. Esistono da anni, la novità è che da pochi mesi sono accessibili anche con SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ci torno dopo) mentre in precedenza abilitarsi era un processo più lungo, che passava anche per la spedizione di una lettera a casa, qualcosa di simile al “PIN INPS”. Con SPID ci si identifica, si accede all’area dei servizi online e si possono fare senza muoversi da casa o anche da fuori casa (meglio un tablet però, il sito non è “mobile friendly”) certificati anagrafici, iscrizioni e prenotazioni a servizi forniti dal Comune tra cui il servizio contravvenzioni.

Mi limito come esempio a quest’ultimo, di cui sono mio malgrado un affezionato utilizzatore: molto comodo, si può avere tutto il quadro (anche storico) delle contravvenzioni, lo stato dei pagamenti, degli eventuali ricorsi, e ovviamente si può anche pagare senza muoversi da casa per andare alle Poste o in una tabaccheria abilitata, non rischiando di perdere lo sconto dei primi 5 giorni.

Il risultato è che praticamente tutte le incombenze che un cittadino deve sbrigare al Comune, incluso il cambio di residenza o il permesso auto per le strisce blu, si possono fare senza andare fisicamente in un ufficio del Comune. Non mi sembra poco, come semplificazione della vita materiale.

Basta avere SPID che è gratuito, fornito da cinque gestori privati accreditati ed utilizzabile per un numero crescente di servizi PA (tra cui INPS, INAIL, Ag. Entrate, La Sapienza e altri 3000 e più). Per chi ha già una firma digitale, o la CNS abilitata, è possibile ottenerlo senza muoversi da casa. Per gli altri è necessario il riconoscimento “de visu” come per la carta d’identità, ma si può fare anche da casa con webcam con 3 dei gestori, oppure con Poste Italiane che ha uffici postali ovunque. Sono anche già in molti ad avere SPID, 1.2 milioni, tra cui quasi tutti i docenti che vivono a Roma (serve per la “carta del docente”) oltre ai diciottenni del 2016, che però spero abbiano meno incombenze da sbrigare.

Più tempo per noi e vita più semplice, l’unica cosa che rimane da fare è farlo sapere a qualcuno, oltre ai soliti appassionati tecnologici che lo scoprono da soli. Per non continuare a vedere ancora lunghe file alle biglietterie o agli sportelli di persone che hanno inutilmente in tasca o più spesso in mano il loro smartphone.

 

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