La MappaRoma della settimana: occupati, disoccupati e non forze lavoro nei quartieri

Utilizziamo i dati di Mapparoma per mostrare le differenze territoriali dell’economia romana, tema dell’incontro del 21 febbraio di Spazio x Roma, come abbiamo già fatto per alcuni servizi pubblici e privati.

di Federico Tomassi

Sono due le variabili macroeconomiche centrali per la comprensione delle dinamiche economiche in ambiente urbano: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Variabili importanti perché essere occupati non significa solo avere la possibilità di produrre reddito ma anche e soprattutto far parte di una comunità, realizzare se stessi, sentirsi inclusi: per questi motivi le geografie della disoccupazione sono sintomatiche di disagio territoriale. Sebbene i dati disponibili non siano recenti, in quanto tratti dal censimento Istat 2011, rappresentano l’unica possibilità di indagare questi fenomeni a livello di quartiere.

Esiste una forte frattura tra centro e periferie, sebbene frastagliata e con alcuni casi particolari. I tassi di disoccupazione (mappa a destra) a Tor Cervara (17%), Tufello, Santa Palomba e Tor Fiscale (14%), San Basilio, Torre Angela e Ottavia (13%) sono tre volte quelli dei quartieri più ricchi come Parioli (4,9%), Pineto (5%), Tor di Quinto (5,3%), Navigatori e Salario (5,5%), Prati ed EUR (6%), ma anche di una zona composita come Magliana (5,6%). La mappa evidenzia in particolar modo l’insistenza del fenomeno nel quadrante est della città (Municipi IV, V e VI), un’area territoriale ben conosciuta per le sue problematiche socioeconomiche. Il GRA una volta ancora segna la città come una vera e propria barriera fisica e sociale. Il dato di Acilia e Ostia Nord sembra poi spiegare ancora meglio di tante altre analisi i problemi del litorale romano.

La mappa del tasso di occupazione (a sinistra) arricchisce il quadro. I numeri sono ancora più pesanti: tra Santa Palomba (53,8%) e Magliana (76,6%) la differenza è di oltre 20 punti percentuali. Ma in questo caso emergono, tra i quartieri con maggiore partecipazione alla forza lavoro, prima ancora delle zone tradizionalmente benestanti di Roma nord, i quartieri di nuovo insediamento a cavallo del GRA dove sono andate ad abitare famiglie giovani in cui entrambi i componenti lavorano, in maniera più o meno stabile o precaria: oltre alla già menzionata Magliana, Malafede (73,9%), Acqua Vergine (73,1%) e Lucrezia Romana (71,6%).

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Se invece ci focalizziamo sulle cosiddette “non forze di lavoro“, ossia pensionati, casalinghe e studenti, la loro quota (mappa in alto a sinistra) si presenta concentrata nei quartieri densi del centro e della periferia storica, oltre ad Ostia, con alcune eccezioni in zone poco popolate a nord del GRA, e risente molto del peso dei pensionati (mappa in alto a destra), che è la categoria numericamente più influente.

In particolare, i pensionati ricalcano ovviamente la distribuzione dei residenti con più di 65 anni, concentrandosi prevalentemente nella periferia storica, mentre le casalinghe (mappa in basso a sinistra) hanno indici di concentrazione elevati nella periferia più lontana, in maniera del tutto analoga alla presenza significativa dei nuclei familiari sopra i quattro componenti, ma simile anche alla distribuzione del tasso di disoccupazione, poiché in una certa misura la scelta di rimanere a casa può nascondere una quota di lavoratrici “scoraggiate” che hanno rinunciato a cercare lavoro.

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