Vivere meglio a Roma? proviamoci con le app per la mobilità

Nel nostro secondo appuntamento su come vivere a Roma grazie a servizi online e app, stavolta vogliamo provare cosa si offre a chi ha bisogno di spostarsi a Roma, città come noto dalla mobilità non proprio scorrevolissima e priva di una rete sotterranea estesa (che è la salvezza per le altre metropoli). Dei biglietti senza caccia alle monete o ai tabaccai abbiamo già parlato. Ora passiamo al problema successivo: salire sopra a un bus o a un tram.

Roma è una delle poche grandi città del mondo (e anche d’Italia) che non ha la tabella oraria degli arrivi alle fermate dei bus, i tempi di arrivo e di attesa sono quindi ignoti agli utenti. Sorvoliamo sui motivi (traffico eccessivo, corsie preferenziali che non lo sono, e così via) e passiamo alla soluzione tecnologica attuata dal sindaco Veltroni qualche anno fa (le paline elettroniche) e ora disponibile sul nostro smartphone grazie agli open data.

L’Atac infatti da anni mette in rete la posizione dei propri mezzi (collegati in GPS) consentendo agli sviluppatori di creare app che forniscono i tempi di arrivo previsti dei bus (e dei tram). E fornendone anche una propria, anzi due: Muoversi a Roma, che da’ anche informazioni sui percorsi ottimali e altro ed è realizzata da Roma Servizi per la Mobilità (ora divisa da Atac) ed una propria, Viaggia con Atac (non disponibile al momento per iPhone), più essenziale, comunque con i tempi di attesa per le fermate, la ricerca della fermata in cui siamo e informazioni sulle linee.

Altre app sono forse più versatili e semplici nell’utilizzo, come Roma Bus, sviluppata da una start-up che si chiama simpaticamente MeMovo. Inserendo il numero della palina o facendolo cercare col GPS si ottiene l’elenco degli arrivi, con numero fermate di distanza e tempo stimato per ogni linea. Se il bus che stiamo aspettando è troppo lontano possiamo quindi scegliere un percorso alternativo, magari più lungo ma con meno attese.

E’ meglio però  non approfittarne per andare al bar vicino a prendere qualcosa nell’attesa, perché, come mi hanno informato persone di Servizi per la mobilità, le posizioni dei mezzi sono, per una serie di motivi, frequentemente stimate, quindi il tempo di attesa potrebbe essere inferiore e potremmo perdere il tanto atteso bus.

Non è la soluzione decisiva per la programmazione degli spostamenti, ma almeno diminuisce il nervosismo dell’attesa e consente anche di saltare il bus strapieno che arriva e attendere il prossimo.

Sono app abbastanza note tra gli utenti assidui, inclusi i lavoratori stranieri che, come noto, sono tra i principali utilizzatori della rete urbana di Roma. Purtroppo né Roma Bus né Muoversi né Viaggio con Atac né altre app a nostra conoscenza sono in inglese o in altre lingue, e quindi non sono utilizzabili o quasi per i turisti, altri grandi utenti della rete Atac, che meriterebbero maggiore attenzione.

Alternativa tradizionale ai mezzi pubblici sono i taxi e anche qui c’è una app molto pubblicizzata (MyTaxi), che vorrebbe essere forse una risposta ad Uber ma, in presenza dei vincoli e regolamenti del servizio, non fornisce vantaggi decisivi rispetto alla normale prenotazione telefonica. Consente comunque di prenotare un taxi conoscendo in anticipo la sua localizzazione, di seguire (con il GPS del taxi) il suo percorso di arrivo e ricevere una notifica push quando è sotto casa o ufficio. Forse anche più utile la possibilità di pagare con carta di credito o PayPal, spesso non possibile in taxi (a parte Samarcanda).

Poi c’è Uber, ma qui sarebbe necessaria una trattazione a parte.

Si passa quindi all’altra alternativa, il mezzo privato a 4 o 2 ruote che, ormai dal 2013, anche a Roma può essere utilizzato solo quando serve, in “sharing”. Dopo l’apripista Car2Go, che più o meno tutti conoscono, sono arrivati altri operatori, e siamo arrivati a 2 servizi con auto, 2 con moto ed 1 con minicar elettrica.

Quindi: Car2Go con Smart solo a 2 posti (a Milano anche a 4, probabilmente arriverà anche a Roma), Enjoy con Fiat 500 a 4 posti e scooter Piaggio MP3, Zig Zag con scooter Yamaha sempre del tipo con 2 ruote anteriori (soluzione più stabile e preferibile a Roma per utenti non esperti, considerando strade, buche e sampietrini), Share’nGo con minicar elettriche a 2 posti. Il costo è al minuto e non si discosta di molto tra i vari gestori, tra i 24 e i 29 centesimi. A parità di durata del percorso si spende meno che col taxi e di più che col mezzo pubblico, anche se in due e percorso breve la differenza si accorcia. Per un classico percorso romano di 30-40′ il costo è tra i 10 e 12 €.

L’utilizzo è simile e ovviamente si fa tutto con la app di ogni servizio e le credenziali fornite: si individua l’auto o la moto più vicina, la si prenota (o la si prende subito se siamo per strada vicini al mezzo), si entra e si fa partire fornendo i nostri codici di accesso tramite app e si parte. Alla fine del percorso bisognerà parcheggiare secondo le regole, ma le strisce blu sono gratis, grazie ad una convenzione con il Comune. In alcuni casi sono previsti anche parcheggi convenzionati (come Enjoy alla stazione Termini o al Galoppatoio). Gli scooter hanno a disposizione 2 caschi di misura media e un set di “bandane” usa e getta per indossarli.

Dal nostro breve racconto si intuiscono subito i limiti di questa per altri versi eccellente soluzione: tutto va bene se nelle vicinanze c’è un mezzo disponibile e se quando non serve più si trova un parcheggio con ragionevole facilità. La disponibilità dipende dalla appetibilità del luogo in cui siamo (qualcun altro dovrebbe essere arrivato lì), e il parcheggio agevole dalla nostra destinazione. Lo scooter può essere in molti casi l’alternativa vincente, come in parte anche la minicar (che può utilizzare i parcheggi per moto. A salire come difficoltà la Smart e la 500.

Altro limite è la copertura sul territorio, che non copre tutto il territorio fino al GRA. Diversi quartieri periferici con molti uffici non sono coperti. Parcheggiando fuori zona si pagano penali variabili da gestore a gestore, ma sempre salate. Il mezzo comunque avverte che siamo in zona non coperta.

Da alcuni mini-test vicino a casa mia (zona centro), la disponibilità è sempre stata tra buona e discreta, a volte a 300 m o meno, a volte intorno ai 700 m o più, comunque cercando su più gestori (consigliabile registrarsi su più di uno) un mezzo raggiungibile a piedi si trovava sempre. L’iscrizione è gratuita per tutti, tranne che per Share’nGo, che però con 10 € di iscrizione fornisce già 30′. Altre particolarità per questo gestore che ha vetture elettriche (e quindi sarebbe da preferire, se ci muoviamo in due) è la verifica dello stato delle batterie e la riduzione della tariffa nel caso di sosta durante il noleggio (non si consuma la preziosa carica).

La necessità di trovare un parcheggio per “liberarsi” dell’auto (e smettere di pagare) appare comunque nella situazione di Roma la criticità principale, e difatti da quello che vediamo in giro viene risolta con parecchia creatività dagli utilizzatori.

Ultime avvertenze: sono comunque noleggio auto/moto, occorre quindi leggere attentamente le condizioni, per esempio la franchigia in caso di incidente provocato da noi, la responsabilità verso i terzi, l’obbligo di essere noi alla guida ecc.

In sintesi una buona soluzione, che potrebbe diminuire in prospettiva il parco circolante record di Roma, concorrenziale con l’auto propria come costo di gestione se usato assieme al mezzo pubblico nelle situazioni ordinarie. In molti casi può sostituire la seconda o terza auto, oltre ad essere utile per chi sta a Roma per brevi periodi. Per affermarsi ancor di più i mezzi dovrebbero essere più numerosi e soprattutto l’area di copertura maggiore, e i costi più bassi, con sconti a salire. 

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