“Storie di cultura a Roma” – Di cosa parleremo, con chi e perché, il 28 marzo a Spazio x Roma

Martedì 28 marzo con “Storie di cultura a Roma”, torna un nuovo appuntamento con Spazio x Roma, sempre dalle 19 alle 21,30, al “Salotto Palatino” in Via dei Cerchi 75 (è sempre lo stesso posto delle volte precedenti). E, come le altre volte, l’incontro sarà preceduto da un aperitivo (con la doppia possibilità “solo bere” o “bere e mangiare”) per consentire a tutti di conoscersi e chiacchierare).

Di cosa parleremo

Questa volta, come abbiamo anche anticipato, parleremo di cultura (e già vi anticipiamo che l’appuntamento di aprile sarà dedicato alle storie di chi a Roma si occupa di formazione, istruzione e ricerca*).

Lo faremo facendo raccontare direttamente dai loro protagonisti le storie e le esperienze di chi ogni giorno a Roma la cultura la produce, la mette in scena, la conserva, la rende fruibile, in un museo o un’area archeologica, in una biblioteca o libreria, in un teatro, per strada, magari anche nel salotto di casa sua o in un qualsiasi altro luogo possibile e immaginabile.

Con chi

Ascolteremo le storie di EP Studio, Sguardo Contemporaneo , Teatro Patologico, Ottavo Colle, Arsity, Quinte Parallele dei Progetti “Roma nel Cinema” e “Arte per tutti” e parleremo anche con Anec Agis del Lazio  , con Maria Teresa di Sarcina del Museo Nazionale Romano e di alcuni dei talenti creativi romani la cui storia è raccontata nella nuova edizione del progetto Storie di creatività e d’autore .

Non è stato difficile trovare belle storie da raccontare, perché Roma è straordinariamente ricca e, malgrado le difficoltà che anche questo settore sta vivendo, resta una capitale mondiale della cultura ricca e attraente. E, oltre alle storie da noi ricercate, siamo felici di aver ricevuto un gran numero di proposte e candidature, tanto che a quelle arrivate ultime in ordine di tempo siamo stati costretti purtroppo a rinunciare (ci scusiamo di nuovo con chi ci ha scritto, organizzeremo in un prossimo futuro un nuovo incontro su questo tema).

Perché

Partendo da esperienze concrete, vogliamo capire qual è lo stato di salute di Roma se lo misuriamo con il termometro dell’arte e della cultura e, soprattutto, quali fermenti si muovono nella nostra città. Storie tutte diverse tra loro ma che, ciascuna in maniera differente, chiamano in causa anche il ruolo delle politiche pubbliche per la cultura delle istituzioni nazionali e, in questo caso soprattutto, cittadine.

Il patrimonio di arte e cultura che Roma possiede è un tesoro che in fondo – lo abbiamo ricordato tante volte – ci casca tra le braccia senza aver fatto nulla per meritarcelo, siamo fortunati, lo abbiamo ricevuto in dono ed in custodia da secoli di storia. Salvaguardarlo, tutelarlo sempre con l’obiettivo di renderlo visitabile e fruibile per tutti e nelle migliori condizioni possibili e arricchirlo ogni giorno favorendo lo sviluppo e la crescita delle espressioni delle culture della contemporaneità è giá di per sé un programma di governo per chi questa cittá la amministra.

Fare politiche pubbliche e cittadine per la cultura significa tante cose ma prima di tutto significa lavorare per continuare a offrire a Roma la possibilitá di trasformare, a vantaggio dei suoi abitanti e anche delle sue imprese, la sua Grande Bellezza e il suo Grande Talento Creativo anche in Grande Ricchezza. Ricchezza da condividere con tutto il mondo e in primo luogo tra i cittadini romani.

Significa in concreto realizzare, di concerto con lo Stato, costanti attivitá di conservazione programmata dei beni storico-artistici, rendere fruibili i luoghi e gli spazi affidandoli ad una gestione che sia in grado di offrire servizi a cittadini e turisti, generare profitti e garantire condizioni di accessibilità a tutti, strutturare modalitá di visita e fruizione in grado di rispondere ai gusti ed alle esigenze di tutti i pubblici e di creare quelle “esperienze” che sempre di più i viaggiatori premiano (si pensi solo al “Viaggio nei Fori” inventato da Piero Angela o alla esperienza di Realtà Virtuale grazie alla quale da qualche settimana nella Domus Aurea si può camminare nella Casa di Nerone proprio come se fossimo stati lá nel primo secolo Dopo Cristo). Non dimenticando mai che un’analoga attenzione ai linguaggi espressivi dell’arte contemporanea è altrettanto importante e necessaria.

Significa allo stesso modo strutturare un cartellone ampio e ricco di appuntamenti culturali, attraverso la gestione diretta delle istituzioni culturali pubbliche (l’Opera, il Teatro di Roma e gli altri teatri comunali), il sostegno di quelle private (una su tutte il RomaEuropaFestival), la capacitá di attrarre sponsor privati per la realizzazione di eventi di caratura mondiale e l’impulso al circuito dell’offerta culturale alternativa e sperimentale. Un cartellone integrato che è dovere della cittá andare a promuovere nel mondo per orientare verso Roma flussi turistici importanti, come fanno Parigi,Vienna o Lisbona. Significa alimentare la produzione di audiovisivo nella città in cui, grazie a Cinecittà, sono state scritte pagine memorabili della storia del cinema e garantire, inoltre, una politica per l’uso degli spazi per la cultura che non solo arresti la progressiva chiusura di molti degli spazi storici ma, al contrario, favorisca l’apertura di teatri, cinema, biblioteche, laboratori.

Significa, infine, avere sempre un occhio attento verso tutte le esperienze e le realtà, piccole e grandi, pubbliche e private, che ogni giorno a Roma creano, diffondono e fanno fruire di arte e cultura, quelle che attraverso la cultura realizzano obiettivi di inclusione e innovazione sociale, creano nuova impresa, nuovi pubblici, nuova ricchezza e nuovo dinamismo.

Tutte quelle esperienze simili a quelle che racconteremo il 28 Marzo. Venitele ad ascoltare.

 

*ps: siamo già al lavoro per l’organizzazione dell’incontro di Aprile su formazione, istruzione e ricerca. Anche in questo caso scriveteci proponendo le storie che vi piacerebbe raccontare o ascoltare.

 

 

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