Una giornata a Roma. Come si organizza la Capitale?

Mercoledì 31 Maggio torna un nuovo appuntamento con Spazio x Roma, sempre alle 19 al “Salotto Palatino” in Via dei Cerchi 75 (è sempre lo stesso posto delle volte precedenti).
Questa volta il tema dell’incontro sarà “Una Giornata a Roma”, ovvero tutte le occasioni nelle quali un cittadino romano (giovane, anziano, uomo, donna, straniero, una famiglia) si confronta ogni giorno, da quando si sveglia a quando va a dormire, con il modo in cui sono organizzati e gestiti i servizi pubblici locali e con l’Amministrazione della città.

Parleremo, come sempre con uno sguardo attento ma con la mente aperta, delle (tante) cose che non funzionano come dovrebbero e che sono sotto gli occhi di tutti e delle (tante) cose che invece già oggi sono buone pratiche, esperienze positive o anche solo progetti (delle istituzioni, delle aziende, delle associazioni, dei cittadini) per migliorare la qualità della vita quotidiana dei cittadini romani e che magari sono meno note.

Partendo, come sempre, da esperienze concrete, vogliamo capire qual è lo stato di salute di Roma in questo settore e soprattutto da quali esperienze partire per immaginare una città amministrata in maniera intelligente e moderna, che si muove accanto ai suoi cittadini, favorendone “il viaggio” di ogni giorno tra i luoghi in cui si vive, si lavora, si consuma, ci si incontra, ci si diverte, ci si impegna.

Come sempre, alcune storie ed esperienze le conosciamo noi. Ma saranno sempre meno di quelle che potrete raccontare e proporre voi. Scriveteci a spazio@spazioxroma.it segnalandoci entro il 23 maggio esperienze interessanti e indicandoci chi secondo voi potrebbe intervenire, magari con i contatti e un referente.

Allora, ci vediamo Mercoledì 31 Maggio, sempre dalle 19 alle 22, al “Salotto Palatino”, Via dei Cerchi 75, stessa formula con aperitivo (che, con la doppia possibilità “solo bere” o “bere e mangiare” e grazie alla collaborazione con Spazio Palatino serve anche a sostenere le nostre iniziative) e spazio per le realtà che verranno presentate.

Esiste un populismo di sinistra?

Esiste un populismo di sinistra? E’ la domanda provocazione del Prof. Alessandro Mulieri, docente di Sciences Politiques a Parigi e a Leuven.

I filosofi, si sa, sono sempre pronti a sfidare i luoghi comuni e a riaprire questioni che le parole comuni della politica ci impongono di considerare chiuse.

Il concetto di populismo è forse l’esempio più tipico di questa tendenza anti-politica della filosofia.

In generale, la parola ha una storia complessa che scoraggia tentativi di definizioni eccessivamente ristretti. Iniziamo, tuttavia,con il definire il populismo nel modo più essenziale possibile da due punti di vista diversi, quello “apologetico” di chi se ne proclama orgogliosorappresentante e quello “denigratorio” di chi utilizza la parola come arma di discredito politico.

Per i Le Pen, i Trump e i Wilders, il populismo è il ritorno a un’idea miticamente originaria di popolo contro le elites,colpevoli di aver strumentalmente sfruttato e poi tradito la volontà popolare.

Per i secondi, il populismo è uncontenitore politico e un cavallo di troia per politiche xenofobe, anti-immigrazione, ottusamente securitarie e sovraniste.

Questi due utilizzi del termine ci propongonoun’idea molto parziale, e in parte deformata, del concetto di populismo. Negli Stati Uniti della fine dell‘Ottocento, il populismo fu un momento di protesta anti-capitalisticoche opponeva contadini e classi meno abbienti americani allo strapotere dei ceti possidenti. Simile all’esempio americano, i populisti russi della seconda metà dell’Ottocento tentavano di emancipare le masse contadine russe dal giogo della povertà e dell’autocrazia,cui erano sottoposte nelle sterminate campagne dell’impero zarista. Difficile caratterizzare questi due esempi di populismo come movimenti di destra.
Bisogna ricordare che, in un certo senso, il populismo è intrinseco all’idea stessa di democrazia. Qualsiasi definizione di populismo dipende, infatti, dal significato che diamo al fondamento stesso della legittimità del potere democratico: l’idea di “popolo”.

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